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I fatti della domenica
Il porto o il casinò Royal PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvo Benanti   
Mercoledì 09 Maggio 2012 00:00

Breve premessa. La stampa ha dato notizia della nomina di un nuovo soprintendente a Siracusa che non è l’odiata dr.ssa Trigilia, rea confessa di avere lavorato alla redazione del Piano Paesaggistico. Una colpa inemendabile per quei burloni del Grande Sud (Bufardeci) che possono così cantare vittoria nell’averla eliminata. Ma Grande Sud per bloccare la Trigilia chiedeva un soprintendente con alti meriti scientifici e titoli di studio inattaccabili soprattutto in materia di archeologia. Per la Muti – semplice architetto reclutata senza concorso, come tecnico a termine per il disbrigo delle pratiche di abusivismo edilizio, - tanto rigore non c’era stato, anzi, non c’era stato affatto, ma con il nuovo soprintendente Bufardeci era inflessibile (ammesso che lo si voglia considerare sul serio): deve essere uno scienziato in materia archeologica : studi, titoli, conferenze, pubblicazioni, esperienze etc etc. Domanda ovvia: ma il nuovo soprintendente rispetta i requisiti di altissima qualificazione richiesti da Bufardeci o erano soltanto dei pretesti per bloccare la dr.ssa Trigilia? Ottenuto il veto sulla Trigilia siamo tornati al modello Muti “non qualificata ma disponibile”?.

Il lettori dei Fatti sanno da anni che Bufardeci non va mai preso sul serio anche quando le sue affermazioni potrebbero in astratto essere condivisibili. Sembra – ripeto sembra – che il nuovo soprintendente non venga dalla direzione di una soprintendenza o di una sezione della soprintendenza, non abbia pubblicazioni scientifiche etc etc. Ma mi riservo di approfondire come è doveroso per rispetto ai lettori.. Sarà della serie Muti? Il silenzio assenso di Bufardeci significa questo? Torniamo ai pareri tecnici positivi della soprintendenza sulla cementificazione del Porto Grande? Alla devastazione del territorio programmata dal PRG del 2004 senza riserva? Alla modifica o sospensione del Piano Paesaggistico?

Dopo il Porto di Turistico di Caltagirone felicemente agli arresti domiciliari sempre per vicende di porti turistici, al Porto Spero di Di Stefano, Pianese ed altri.. ora entra in campo il terzo Porto turistico – il Porto Royal – di cui nessuno parla ma che i rumors dicono sia in dirittura di arrivo atteso che le relative procedure di approvazione, dopo un intoppo iniziale, stanno andando alla svelta. Cosa c’è di sotto? Perché tutto tace?

Di questo terzo Porto Turistico si è parlato meno per tanti motivi:  dopo la sollevazione sui primi 2 Porti Turistici, il 3 è stato tenuto prudentemente nel cassetto, fuori dall’attenzione della stampa, dei riflettori, per non apparire insaziabili. Strategia seguita per il Porto turistico di Caltagirone dove l’enormità vergognosa dei pareri “tecnici” rilasciati dalla locale soprintendenza (quella con i titoli richiesti da Bufardeci e soci) è venuta fuori dopo i primi articoli e l’intervento del dirigente generale dei beni culturali, dr. Campo che bollò pesantemente il parere Tecnico espresso dalla Muti. Il Terzo Porto Turistico è promosso da un piccolo imprenditore siracusano, Ferrazzano, modesta o inesistente forza economica locale, sostenuto da un politico, con a carico processi vari, Bartolo Pellegrino, chiacchieratissimo, oggi apparentemente in disparte, legato a Miccichè (Grande Sud) e, presumibilmente, per proprietà transitiva, a Bufardeci. Di nuovo, ancora una volta Bufardeci!

Su questa ricostruzione non scommetteremmo più di tanto ma una cosa è certa : di questo 3° Porto Turistico si sa pochissimo, non ci sono grafici, costruzioni in miniatura,(etc) come fu per SPERO e Caltagirone.

La commissione urbanistica è pienamente cosciente del progetto presentato così come le forze politiche di minoranza, la stampa, etc? Sig. Presidente della Commissione Urbanistica cosa dobbiamo fare per conoscere il progetto del 3° Porto Turistico nel dettaglio?

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Maggio 2012 08:27
 
Inda: Buchi e ciambelle PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvo Benanti   
Mercoledì 09 Maggio 2012 00:00

Apprendiamo che purtroppo Albertazzi quest’anno  non sarà della partita in” Baccanti “al Teatro Greco di Siracusa. Avrebbe dovuto interpretare Dioniso, dio del vino, del teatro e del piacere fisico. Era una idea geniale affidare questo personaggio ad un attore di età che ne avrebbe esaltato pertanto più  i caratteri mentali che quelli fisici come avviene  normalmente nelle rappresentazioni dell’opera. Purtroppo dicevamo questo non sarà possibile per ragioni di salute dell’attore e dunque occorre rassegnarsi. La sostituzione individuata, degnissima dal punto di vista artistico, in Maurizio Donadoni inciderà ovviamente sulla lettura del personaggio. Ma questo è un evento non imputabile a nessuno. Quella che invece ne discende è una riflessione sulla progettualità stessa dell’Istituto Inda. Da qualche anno infatti le stagioni si sono caratterizzate con una sciatta sequenza dei testi greci, proposti come una qualunque rappresentazione estiva, da mettere in scena e portare in giro (e infatti si sono viste  versioni monche di scenografie e interpreti  degli stessi spettacoli  rappresentate in luoghi per lo più improbabili, utili forse più che altro  a giustificare spese) per fare cassa. Alle volte sono state le scelte registiche a suscitare perplessità, in altre è stata  la scelta degli interpreti che in alcuni casi hanno sfiorato o raggiunto il grottesco nella non aderenza al personaggio e dunque nella improbabilità del personaggio rappresentato. Spesso infine la politica “dell’uomo per tutte le stagioni “ ha fatto sì che un certo attore o una certa attrice abbiano, anno dopo anno, impersonato un giovane o una giovane, un vecchio o una vecchia senza alcun criterio di scelta se non forse  un  rapporto di amicizia o una convenienza economica. In più alcuni interpreti di origine locale, ma che comunque hanno saputo negli anni costruire una solida reputazione di professionisti nel panorama anche nazionale hanno spesso lamentato di essere stati scartati a favore di  altri professionisti “importati”che risultano essere maggiormente legati al carro organizzativo. Dunque una apparente casualità nel gestire Ente e prodotto che invece di casuale ha molto poco ma risponde a scelte gestionali personalistiche e di comodo e che in linea generale ha  allontanato spesso  come problematica una sola caratteristica che è la qualità .E proprio quest’anno che il progetto sembrava essere più convincente ci si è messo lo zampino del diavolo e dunque Giorgio Albertazzi non ci sarà… . Le  ciambelle dunque non sempre riescono con il buco e da tanti anni qui di ben riuscite ne abbiamo viste poche…. e le cause come abbiamo detto  possono essere varie … Questa volta, per una volta   incolpevole l’Inda subisce un avvenimento di forza maggiore (e ripetiamo ce ne dispiace per Albertazzi a cui auguriamo un pronto ritorno sulle scene) ma spesso  la cattiva riuscita degli spettacoli è derivata  piuttosto da  una volontà precisa che di tutto si è preoccupata e si preoccupa fuorchè della qualità e della  teorica  mission  specifica, dimenticata o travisata,  di un Ente  che invece si è via via trasformato, nelle mani dei suoi gestori, divenendo per Siracusa un ennesimo, piccolo, modesto centro di potere locale.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Maggio 2012 08:32
 
REGIONALI: Facce nuove e soliti noti PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvo Benanti   
Mercoledì 09 Maggio 2012 00:00

Le dichiarazioni di Raffaele Lombardo alla stampa vanno prese per quelle che sono : tentativi di depistaggio, notizie false, inventate… Ma una cosa è certa: che Lombardo il 9 maggio è davanti al GUP, non sarà il 9 il momento della decisione ma qualche giorno dopo ed il mistero Lombardo non sarà più tale. Si incardina un processo o si aspetta la decisione del GUP di rinviare o no Lombardo a giudizio. Nell’uno come nell’altro caso gli effetti sono due. Effetto uno:  Lombardo non è più candidabile alla Presidenza della Regione siciliana. Finisce l’era Lombardo, l’era del peggiore politico che abbia mai assunto in Sicilia un così alto incarico negli ultimi 60 anni. Ha devastato la Sicilia, spaccato i partiti, terrorizzato dipendenti regionali e politici grazie al potere di cui ha goduto e con l’intenzione di farsi riconfermare per altri 5 anni. I primi 5 li ha ottenuto grazie a due imbecilli: Cuffaro e Miccichè. I secondi 5 li avrebbe voluto grazie a Cracolici e Lumia (PD). L’intoppo fatale gli è venuto dalla magistratura. Larga parte l’aveva soggiogata (diciamo così), altra parte no e sono stati guai per questo anacronistico boss siciliano degli anni 2000.

Effetto due: Lombardo si dimette e con Lui si scioglie l’ARS. Si dice (dice Lombardo) che si voterà a fine Ottobre 2012 per cui le dimissioni dovrebbero intervenire i primi di Agosto 2012. Le coalizioni e le possibili candidature alla  presidenza della Regione le rinviamo alla prossima volta. Vediamo piuttosto allo scenario regionale nella nostra provincia.

PDL   Candidati: Enzo Vinciullo, Giuseppe Assenza,

Cantieri Popolari   Candidati: Pippo Gianni, Michele Mangiafico, Remo Ternullo, Nunzio Dolce

UDC  Candidati : Pippo Sorbello, Edy Bandiera, notaio Coltraro di Augusta

FLI Candidati: Fabio Granata, Meloni, Sebastiano Butera

Grande Sud  Candidati: Titti Bufardeci, Iacono

MPA  Candidati: Pippo Gennuso, Mario Bonomo, Franco Zappalà, Enzo Reale

PD  Candidati: Bruno Marziano, Roberto De Benedictis, Massimo Carrubba

SEL / Federazione di sinistra Candidati: Raffaele Gentile, Enzo Quadarella, Ettore Di Giovanni

IDV Candidati: Fausto Spagna, Paolo Giansiracusa, Giuseppe Cassia

Ovviamente Pippo Gianni, Titti Bufardeci,

Bruno Marziano, Fabio Granata…diranno che le loro sono candidature “di servizio”,  per rafforzare la lista che, diversamente, non centrerebbe il successo; che la loro vera aspirazione è la candidatura alle nazionali. In realtà, come sanno anche i sassi, giocheranno le due carte: regionali e nazionali per poi decidere il da farsi, ammesso ( e non concesso) che vengano eletti alle regionali. Occhio alle prese per il culo ! I volponi non cederanno il passo ma sono alla ricerca disperata di voti per agguantare uno dei 6 seggi che si disputeranno in provincia di Siracusa alle regionali 2013.Anche la sindacatura di Siracusa e l’eventuale presidenza della provincia faranno parte del pacchetto da offrire a chicchessia. Se le regionali sono ad Ottobre 2012 i candidati sindaci per il Giugno 2013 saranno decine. A tutti saranno promesse sindacature e posti di sottogoverno (tipo Camera di Commercio). In questo l’anticipo delle regionali sarebbe una manna caduta dal cielo. Attenzione alle fregature!

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Maggio 2012 07:36
 
Consiglieri comunali senza etica PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvo Benanti   
Mercoledì 09 Maggio 2012 00:00

In questi giorni, da parte dei grillini della provincia di Siracusa, è stato postato sul web un commento con relativo elenco degli emolumenti che, direttamente od indirettamente, finiscono nelle tasche dei consiglieri comunali.
Si tratta di un lavoro interessante anche se, a mio avviso, parziale perché non coinvolge tutti i consiglieri interessati, ma solo coloro che hanno un rapporto di lavoro con aziende private.In sostanza lo studio evidenzia come il comune di Siracusa sia soggetto ad un esborso calcolato in 8000.000 Euro  annui  per compensare gli stipendi che le società private pagano ai consiglieri comunali che non vanno al lavoro in quanto impegnati nell’attività istituzionale.Premesso che dal punto di vista strettamente giuridico non vi sono reati diretti da parte dei consiglieri comunali, ma mi sembra che la stessa cosa non si possa dire dal punto di vista morale.E’ moralmente irreprensibile l’azione di un uomo delle istituzioni che, una volta eletto, si fa assumere da una società privata che spesso appartiene ad amici e parenti pur sapendo che non andrà mai a lavorare, ma arrecando uno sborso di denaro pubblico all’Ente ed ai cittadini che dovrebbe servire e difendere?Ma una società privata che assume una persona con livelli economici superiori alla media e spesso in posizione dirigenziale, si può permettere il lusso di assumere un dipendente già consigliere e quindi sicura che non  potrà usufruire delle sue prestazioni perché non andrà a lavorare?Allora nasce il sospetto che il tutto potrebbe essere concordato per permettere al consigliere di avere un guadagno che non si sognerebbe mai d’avere se non si trovasse nella condizione di essere consigliere comunale e di avere Pantalone pronto a pagare.Sarebbe interessante vedere la dichiarazione dei redditi di queste società per capire se possono essere nelle condizioni di permettersi un dipendente così lautamente pagato ed un sostituto dello stesso che faccia realmente il lavoro di chi è stato assunto pur sapendo che non avrebbe svolto alcuna attività.E se la ditta non assume nessun sostituto vorrà dire che non aveva bisogno di un dipendente e quindi il sospetto non riguarderebbe più l’aspetto morale, ma forse anche  l’aspetto penale che qualcuno dovrebbe verificare.La stessa cosa vale per i consiglieri comunali che, appena eletti, vengono assunti con lauti stipendi in società a capitale pubblico magari con interessi nello stesso comune che si dovrà amministrare.La scelta di queste società ,che restano in vita con i soldi di tutti i cittadini  contribuenti ,viene fatta in base alla professionalità dei soggetti scelti, anche se difficilmente andranno a lavorare, oppure ad altri motivi che si annidano nel sottobosco della politica meno nobile?Il sospetto è d’obbligo perché, nella migliore delle ipotesi, oltre a pagare con soldi  anche provenienti dal pubblico persone lavorativamente poco disponibili, si rischia una limitazione psicologica del consigliere nello svolgere il proprio mandato qualora si presentassero decisioni in conflitto fra la società di cui si è dipendenti e l’Ente pubblico in cui sono stai eletti.Ma l’oneroso esborso di denaro in stipendi da parte del comune non elimina il fisso mensile che i consiglieri percepiscono per la loro partecipazione alle sedute delle commissioni consiliari per trattare gli argomenti di interesse del comune stesso.Ma se queste commissioni vengono convocate in continuazione senza che ce ne sia un reale bisogno se non quello di permettere l’accumulo delle presenze per il massimo compenso mensile siamo in presenza di un problema organizzativo, istituzionale ,morale o siamo nell’ambito penale della truffa a danno  del comune e quindi dei cittadini?.Questa ipotesi è suffragata sia dalle riunioni in numero spropositato rispetto alla reale necessità sia da fatti acclarati ed anche riportati dalla nota dei grillini che vedono consiglieri comunali presenti per i pochi secondi necessari per firmare la presenza e percepire il gettone che si aggira sui 60 euro a seduta.Ma non sono solo i consiglieri cui il comune paga lo stipendio ai privati perché anche quelli dipendenti dagli enti pubblici sono un peso economico per i cittadini.Difatti vengono pagati senza esercitare alcuna attività lavorativa e costano in termini di servizio non prestato  per la comunità, ma anche per pagare i loro sostituti a scuola o lo straordinario ai colleghi che li devono sostituire.Cioè siamo in presenza di ulteriori costi aggiuntivi per i cittadini solo per permettere a certi personaggi di eccedere in privilegi rispetto a quelli che sarebbe normale avere.Difatti è giusto che abbiano il tempo necessario per studiare e prepararsi gli argomenti per affrontare il consiglio comunale così come è giusto che vi sia il lavoro preventivo nelle commissioni così come è giusto che abbiano una remunerazione, ma quello che non è giusto è il mettere in atto elementi di sfruttamento di questo diritto che mirano solo ad incrementare le entrate economiche di chi è stato eletto a rappresentare i cittadini.E nessuno può dire il contrario perché ci sono modi comportamentali ed organizzativi che potrebbero portare agli stessi effetti impedendo l’utilizzo di un flusso di denaro così cospicuo che potrebbe essere utilizzato in parte per le esigenze del comune.Ciò soprattutto in un momento di grave crisi come l’attuale.Basterebbe ridurre i giorni da impegnare per i lavori di commissione utilizzando solo il martedì ed il giovedì per l’intera  giornata visto che gli uffici comunali sono aperti e si risparmierebbe, oltre ad una cifra ridotta almeno dei due terzi, anche lo straordinario che bisogna corrispondere ai dipendenti che si occupano delle commissioni.Questo non comporterebbe alcuna disfunzione nel lavoro istituzionale perché non esiste né la quantità né l’urgenza degli adempimenti che possa giustificare tanti giorni di sedute di commissioni. Allo stesso modo i consigli comunali, quando vengono convocati, si possono svolgere il sabato o la domenica  che permetterebbero di non pagare quelle giornate lavorative perché molti consiglieri non lavorano in questi giorni della settimana e si darebbe anche al pubblico che lavora la possibilità di assistere alle riunioni del consiglio. Negli altri giorni della settimana tutti i consiglieri potrebbero svolgere il loro regolare lavoro producendo per la ditta che li pagherebbe diminuendo in modo sensibile l’onere del comune che potrebbe utilizzare le somme risparmiate per le sue politiche sociali a favore dei meno abbienti.Quindi esistono i modi giusti per permettere ai consiglieri comunali ed a quanti percepiscono compensi economici legati al loro ruolo istituzionale di potere dimostrare di essere dei bravi amministratori, di non essere dei parassiti del loro comune e di dare fiato alla loro moralità privata che è il presupposto necessario per quella pubblica.

Pippo Bufardeci

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Maggio 2012 09:09
 
Recitano tutti, tranne i teatranti PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvo Benanti   
Mercoledì 09 Maggio 2012 00:00

Nella mia vita ho conosciuto tanti teatranti siracusani, tutti uomini di cultura e di sapere attivo. Ho avuto questa fortuna e questo onore. Con molti di loro ho condiviso splendide serate di spettacolo. Eravamo in tante le energie nuove della città che amavamo frequentare i teatranti di Siracusa, andavamo alle loro prove, dividevamo con loro i travagli del parto di un’opera nuova, di una nuova pièce. Era formativo anche partecipare ai loro distinguo, ai loro scontri, ai loro dissidi, c’era sempre qualcosa da sapere, la possibilità del colpo di scena, di cibarsi d’arte.

La politica della prima repubblica non era meglio di quella di oggi, anche quella era tutta dedita all’esercizio del potere, quasi interamente dedicata alla lotta per il consenso e quindi per le poltrone ghiotte della città. Ma quella politica, per altri versi negativa, trovava un momento d’attenzione per la cultura locale. Dava sempre una sponda ai teatranti locali che a secondo delle stagioni avevano la possibilità di fare conoscere il loro talento, la loro capacità organizzativa, anche la semplice capacità di aggregazione.

La stessa politica allora si affidava al teatrante per gestire le cose della cultura, gli eventi spettacolari, insomma per far quadrare il cerchio delle varie aspirazioni e delle varie attese. Si affidava cioè a mani competenti e non a mascalzoni arraffatori . L’Istituto del Dramma Antico era l’istituzione, il punto fermo, il tocco dell’eccellenza. Tuttavia anche in questo Olimpo si trovava spazio per l’artista locale, in qualche modo lo si tutelava. Quello che non c’è oggi.

Era quella una Siracusa più vissuta, più comunicativa, meno scorbutica e arida di quella di oggi. I talenti erano talenti, i bravi artisti erano bravi artisti, l’eccellenza non la discuteva nessuno, ovunque fosse stata partorita. Era quindi anche una Siracusa meritocratica e molti teatranti locali ebbero riconoscimenti nazionali e internazionali. Non a caso, ci permettiamo di aggiungere.

Così come molti, tantissimi siracusani che avrebbero poi avuto un gran successo nella vita, vennero fuori da quelle esperienze artistiche locali. Potremmo fare una sfilza di nomi ma non siamo interessati alla mera visibilità, ci interessa invece il senso del discorso che è questo: una città che ignora, ghettizza, penalizza i suoi figli teatranti è una città che non ha futuro. E’ una città che via via, e sempre più, perderà la sua cifra di ingegno, di follia, di arte creativa.

E’ quello che sta già succedendo! I teatranti siracusani, i pochi rimasti, sono ridotti  allo stremo. La loro arte non solo non viene riconosciuta e gratificata, ma viene ignorata, per molti versi beffeggiata. E’ un momento triste per Siracusa.  Come diceva Burdin “Il piacere del teatro è decaduto non per la scomparsa di buoni attori ma perché la gente comune è apparsa a recitare negli uffici, nei ritrovi, nelle strade. Tutti si esibiscono come su un palcoscenico, orgogliosi della loro esistenza priva di valore”. Da noi sta accadendo questo. Recitano soprattutto i politici raffazzonati che ci ritroviamo che si improvvisano esperti di cultura, d’arte, di teatro. Recitano tutti tranne i nostri teatranti. E’ triste. (sb)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Maggio 2012 07:31
 
 

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Siracusa